Lui è Amilcare

E a noi piace fare le cose come lui

baffo

Vi sbagliate. Amilcare non è un hipster. Non è un modaiolo. Non è fissato con i trend. Amilcare è nato in campagna, 83 anni fa e di professione fa il contadino. Ha imparato che la terra prende e che la terra dà: chiede sudore e passione, ma regala le gioie più grandi. Ha vissuto una vita con le mani sporche ma il sorriso grande, parlando ai suoi campi come sua moglie parlava al fuoco che scoppiettava nel camino. A noi piace Amilcare, vogliamo essere come lui. Vogliamo il sapore di quella terra e la gioia di quel sudore. Vogliamo il pranzo di domenica tutti insieme e le risate su ogni tavola. Vogliamo ricordarci da dove veniamo ed esserne orgogliosi. Vogliamo che la nostra sia un’avventura di tradizione, passione e amore.

Come quella di Amilcare. E del suo ragù.

Lui è Nonno Attilio

E ci ha insegnato quasi tutto

baffo

La memoria è una cosa strana. Si accende con guizzi improbabili e di sensazioni inattese. Quando un ricordo felice ritorna, lo fa grazie a dettagli insospettabili: un profumo leggero nell’aria, il dettaglio sbiadito di una fotografia, il primo morso di un sapore dimenticato. E quando questo succede, allora accade qualcosa che non si riesce a spiegare a parole, ma che inonda il corpo e il cuore come una marea. Crediamo che l’amore vero, quello che dura per sempre, non sia altro se non la continua ricerca di questa alchimia perfetta, l’infinita rincorsa verso quella ricetta unica e meravigliosa che ci ha fatto sentire così bene. Ecco perchè teniamo così stretti i ricordi felici, ed ecco perchè abbiamo voluto ricercarli nell’unico modo che conosciamo: cucinando. Ma soprattutto, ecco perchè vogliamo condividerli con voi.

Il Ragù di Ragū

Nessuna magia. Solo dettagli.

baffo

1. Utensili necessari: tegame di terracotta, cucchiaio di legno, coltello a mezzaluna.

2. Tagli di carne: un bel pezzo di gommosa di manzo, quattro dita di pancetta di maiale, una coda di manzo, due guance di manzo, mezza lingua di vitello, un cucchiaio di midollo, un pugno di fegatini di pollo.

3. Ortaggi utili: un mazzo di carote col ciuffo, un sedano, tre belle cipolle bionde.

4. Piante Nobili: tre foglie di alloro.

5. Sughi: cinque cucchiai di concentrato di pomodoro, un buon brodo di carne.

6. Vino: due bicchieri di Pignoletto.

7. Modalità di consumo: in Via Goito 9/b, o in alternativa comodamente seduti a casa.

 Il Ragù è una cosa seria

Fidatevi di Egidio, che la sa lunga

baffo

E’ una cosa talmente seria che trentacinque anni fa l’Accademia Italiana di Cucina ha deciso di registrarne la ricetta tradizionale per custodirne la tradizione e per venire in soccorso di chi non ha trovato in qualche cassetto le ricette della nonna. Noi siamo stati previdenti ed abbiamo fatto tesoro dei quaderni e degli appunti di cucina di tutte le cuoche di casa. Però, quando nelle cose ci si mette l’anima, si cerca di metterci anche un tocco personale, perché una ricetta di cucina, anche la più classica, possa essere considerata unica e speciale. Per questo abbiamo scelto di partire dai segreti delle nonne, perché non tramonteranno mai, ci fanno ritrovare il gusto e la gioia delle cose buone, dei sapori mai dimenticati, dei profumi che hanno accompagnato i nostri momenti più belli. Perché la nostra storia è una cosa seria. Proprio come il ragù.

 Vi presento Dante

Che rumore fa la tradizione?

baffo

Tranquilli, non vogliamo portarvi il latte. Non ancora, almeno. Al contrario, vogliamo portarvi una nuova esperienza, con un sapore antico. Darvi il meglio della nostra e della vostra cucina, perché pensiamo che il cibo non sia buono se non è per tutti. Ragù è il sapore della tradizione, di quando dopo la scuola andavamo a casa di nonna e sentivamo il profumo intenso del sugo pronto non appena varcata la soglia. È la voce che ti diceva “Non hai fame? Non hai mangiato niente!”, al terzo piatto di tagliatelle. È la bellezza delle ginocchia sbucciate di ritorno dai campi di gioco le sere d’estate, per poi sedersi a tavola affamati. È nel sorriso della famiglia, seduta tutta assieme. Vogliamo ridarvi la nostra, la vostra, migliore tradizione. È un pezzo di noi, certo, ma speriamo che sia anche un pezzo di voi. Eccoci.

Bentornati a casa.

 Ecco Luigi Rusconi

Lo chiamavano Zio Barba

baffo

Continuavano a chiamarlo “Zio barba” perché estremamente noioso. Con quella sua voce roca e quegli intercalari interminabili, Luigi non fa altro che ripeterci che “fare un buon Ragù non è per tutti: ci vogliono gli ingredienti giusti, il tempo e l’amore”. Noi lo ascoltiamo, e facciamo di sì con la testa mentre riprendiamo a tagliare il sedano. Non fraintendeteci, vogliamo un gran bene a Luigi, solo crediamo che ogni tanto potrebbe anche sedersi e starsene in silenzio mentre assaggia i nostri piatti. Tanto lo sappiamo che sotto sotto gli piace quello che facciamo, solo che non ce lo dirà mai, per non darci troppa soddisfazione. A noi sta bene così, siamo gente semplice come lui e glielo leggiamo negli occhi che quell’amore l’ha incontrato, già alla prima cucchiaiata. Speriamo di poter vedere quella luce anche nei vostri.

Amilcare, Luigi e Carletto

La minestra è la biada dell’uomo

baffo

Tre generazioni a confronto. Tutti e tre legati alla loro terra a doppio lo. Tutti e tre che per niente al mondo accetterebbero di rinunciare a una vita vissuta a tu per tu con i campi, gli orti, i prodotti delle loro campagne. Pur consapevoli di quanta fatica tutto questo richieda: la sveglia ancora prima che il sole abbia fatto capolino, niente domeniche, Natale o Capodanno. Non parliamo nemmeno di weekend. Un concetto sconosciuto. E poi a cuccia, stremati dopo avere accudito gli animali. Ognuno con i suoi compiti: i maiali per il nonno, le mucche, più impegnative, per il papà, le uova per Carletto, da portare a casa possibilmente tutte intere. Già, sarà meglio che lo siano, bisogna preparare la sfoglia. Sarà anche una vita dura, ma se sai di poterla addolcire davanti a un piatto di tagliatelle col ragù. Forza ragazzi, dai Carletto, diamoci una mossa che la tavola ci aspetta!

Lui è nostro zio Lino

E ci spiega come si sta al mondo

baffo

Ragù ‹ra•gù› /raˈɡuː/ [ʁaɡu] /ræˈɡuː/ s.m.

~ Condimento per pastasciutta, riso, pasticci, sformati, ecc., che si ottiene facendo rosolare e cuocere poi a lungo e a fuoco lento carne di manzo tritata o a tocchetti con prosciutto, lardo, cipolla, sedano e altri ingredienti, e con l’aggiunta di conserva di pomodoro.

ETIMOLOGIA: Dal fr. ragoût, der. di ragoûter ‘stuzzicare l’appetito’. DATA: sec. XVII.
La pienezza del gusto del nostro ragù all’Antica è dovuta alla sua composizione: solo ingredienti di grande qualità, tagliati a coltello, una selezione di tagli di carne considerati meno nobili ma molto ricchi di sapore, adatti ad una cottura dolce e prolungata, nei nostri tegami di coccio.